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venerdì 15 luglio 2016

Tra silenzio e preghiera

Nizza, 14 Luglio ore 22:30.
Una tranquilla e meritatamente tale serata di festeggiamenti, lungo la Promenade des Angleis stracolma di gente che aspettava i fuochi d'artificio per festeggiare la presa della Bastiglia, un tir lungo 15 metri arriva a zig zag a 80 all'ora con le sue tonnellate sulla folla, falciando decine e decine di persone.
Alla guida c'è un tale Mohamed Lahouaiej Bouhlel, franco tunisino di 31 anni.
Morto ammazzato dalla gendarmerie mentre era ancora alla guida con occhi da invasato.
Un solitario dicono, che aveva noleggiato il mezzo due giorni fa.
Lo spettacolo di una Francia che stava per smettere i panni del lutto e dell'emergenza antiterrosismo dopo gli altri attentati di Charlie Hebdo e quello più recente del Bataclan, che si ritrova di nuovo nella morsa della morte, inerme, come inerme lo sguardo di tutto il mondo che in tempo reale ha assistito alla delirio che è seguito all'arrivo del camion, è raccapricciante. 84 morti e centinaia di feriti, tra cui molti che versano in condizioni gravissime, tra cui 4 dispersi italiani e tutto il mondo precipitato nel dolore e nel cordoglio.
Si è aspettato un po' prima di nominarlo 'Attentato'. Si è aspettato di perlustrare il tir con armi a bordo che poi si sarebbero rivelate essere finte, mentre si aspettavano le ambulanze e le eliambulanze, gli elicotteri, il personale di soccorso, si coprivano morti con teli e tovaglie, mentre si aspettava un taxi, una fuga, un riparo.
Nizza ha aperto le porte a chiunque cercasse un riparo dalla strada, scioccato.
I proprietari dei locali si sono prodigati per dare soccorso o un bicchiere d'acqua a chi versava in un puro stato confusionale, come se un bicchier d'acqua potesse bastare. Perfino il panico dentro i locali ha causato dei feriti.
Immagini arrivate in tempo reale mostrano video di morti e feriti senza sconto alla realtà.
Molti scappavano perfino dalla parte del pericolo, il panico e la confusione hanno continuato a degenerare fino a notte fonda.
L'escalation del terrore che ha colpito la Francia dal 13 gennaio 2015 a oggi non si arresta e fa temere il peggio anche per la vicinanza col confine italiano. Italia che ha immediatamente rafforzato la vigilanza e i controlli alla frontiera con la Francia a Ventimiglia, dove molti hanno appreso la notizia soltanto stamattina.
Ma in rete ovviamente si è appreso tutto in tempo reale e il senso d'impotenza che si può esprimere solo postando una candela o la bandiera francese listata a lutto, diffonde un senso di angoscia ma anche di vicinanza, nell'unico modo possibile che oscilla tra il silenzio e una preghiera.
Ci doveva essere uno spettacolo pirotecnico, decine di morti tra i bambini falciati con il naso all'insù verso il cielo che lasciava brillare fuochi d'artificio, che si sono rivelati essere fuochi fatali.
Quei bambini che ora dal cielo brillano a memoria di un giorno di orrore e terrore.
Brillano a memoria del cielo.
Brillano a memoria che una falla, anche una sola falla nel sistema, può causare centinaia tra morti e feriti, perché la domanda è una su tutte: come ha fatto un camion a percorrere la Promenade des Anglais nella sera della festa della Bastiglia, proprio alla luce di tutto quel dispiegamento di forze?
Lo hanno chiamato Nice Attack per dire bell'attentato. Uno sfregio nello sfregio? Siamo così vittime inermi dell'Isis? Siamo tutti bersagli facili?
Mentre inquirenti, procura, ministri e consigli di sicurezza tenteranno di rispondere a queste domande, da oggi in poi tutti noi guardando verso il cielo i fuochi di artificio, non potremo non pensare a questo ennesimo giorno terribile, con la speranza che non si ripeta mai più nulla di simile.
Tenteremo di continuare a immaginare possibile un mondo dove i bambini possono continuare a sognare mentre guardano i fuochi d'artificio e a pensare che possono diventare i protagonisti della loro vita, anziché di una tragedia che lascia tutti sconvolti, tutti escluso nessuno, specialmente in Italia dove tutta Italia ancora piange per le vittime di un'altra tragedia, quella ferroviaria in Puglia.

E.P.





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