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mercoledì 17 dicembre 2014

"Votate Pd voi tutti che siete afflitti.."

C'era bisogno di un evento televisivo dell'anno da parte della RAI.
Come fu 'Il più grande spettacolo dopo il Week End" con Fiorello, i  "I 10 comandamenti" di Roberto Benigni, ha assicurato all'emittente un evento grandioso in numero di ascoltatori e portata d'impatto 'dayafter'.
E' stato seguito da 10 milioni di persone durante la prima serata trasmessa il 15 dicembre, e 10 e quasi 300 mila il 16, così col 33% prima e il 38% poi, la RAI s'intasca la benevolenza dei cattocomunisti al pagamento del canone, e in Italia sono tanti.
Lo dico in tutta serenità perché ci sono state delle pecche, al di là della levatura esegetica complessiva, da far rabbrividire dall'imbarazzo.
La pecca, si precisi, non sono certo i 4 milioni di euro di compenso dati a un 'genio', no.
La pecca del 'genio' sta nell'aver utilizzato i pochi minuti disponibili per l'introduzione per sé stesso in un'osanna che neanche Cristo si sarebbe mai permesso.
Ci sta, certo che ci sta, la battuta sul "Forse ho esagerato un po', la gente mi ha fermato: chi si voleva confessare, chi mi ha chiesto se ero libero per un battesimo..", ci sta.
Ma non ci sta e nel modo più assoluto che l'esagerazione segua, dimenticandosi 'SOLTANTO' di dire che quello che era lì a dire lui con alta tensione e cachet, lo dicono tutti i santi giorni (perché le domeniche sarebbe piuttosto riduttivo) tutti i sacerdoti, in ogni parte del mondo.
Non solo, ma 'APPROFITTANDO' di piccare sulla Chiesa, in una generalizzazione che proprio per i dati d'asolto, la portata e l'impatto 'dayafter' e sottotesto che va a lavorare nel subconscio di ognuno (svolgendo cioè quello che è il compito che si pone ogni messaggio televisivo)vergognosa, ossia, che la "castità è un valore che i preti si tramandano di padre in figlio".
Lo trovo imprecante e bestemmiatore.
Inopportuno, e per niente edificante.
Non solo non ha sottolineato che essendo un messaggio cristiano, per 'viverlo' appieno, per 'conoscerlo' meglio, basta riavvicinarsi alla Chiesa, riappropriarsi di una identità che è di suo cultura, che non necessita di un Benigni (anche perché dopo, lo piglierebbe per il culo) ma addirittura sottendendo che quella Chiesa è piena di preti fasulli con donne disponibili per mettere al mondo figli di possibili cardinali.
Per cui mi dissocio nel modo più assoluto all'encomio blasfemo che si leva da ogni parte dello stivale che gli dice 'bravo'. Tecnicamente è stato bravo. Ha fatto un'esegesi, né più e né meno di quella che fanno i catechisti, i sacerdoti, i vescovi, il Papa, ogni giorno nelle catechesi o, e nelle omelie.
Certo per ascoltarle bisogna svecchiare la mentalità laica che si bea di presunzione di superiorità data dal distacco della fede come qualcosa di cui vergognarsi se praticata là da dove si è diffusa, e cioè dalla Chiesa.
Bisogna svecchiarla e renderla demodé, farla pesare, richiamare alla coscienza che questo Paese è saldo solo nel vacillare proprio a causa di quel distacco per imbarazzo storico, dalla Chiesa.
Invece niente, anzi, due parole sui preti, due calunnie generali.
Come si può non notarlo?
Riappropriarsi di una coscienza cristiana non è che non lo si può fare partendo dal principio di superiorità del laicismo, buono solo per diventare totale relativismo e quindi totalitarismo relativista, portando in TV uno spettacolo sui 10 comandamenti, sfottendo la Chiesa che pure gli sbava dietro, specie quella parte di Chiesa intrisa di orrori melmosi di cattocomunisti, ma almeno ricordando che è da lì, dalla Chiesa, che viene e si eleva un messaggio trascurato dagli stessi fedeli, che hanno preferito la TV alla celebrazione eucaristica.
Io mi vergogno di aver ascoltato orrori teologici come quelli messi in piedi da Benigni per far largo a un sentire dolce di Dio.
Io mi vergogno di aver assistito a uno spettacolo che non ha fatto minimamente riferimento alla fede e a una fede adulta, ma anzi a uno spot sul laicismo, il relativismo, il buonismo, il cattocomunismo.
Con tanto di programma inculcatorio del 'grande operato del Governo Renzi' e il provvedimento circa la restituzione del 'maltolto', lamentando che non fosse stato introdotto precedentemente al Gran Visir Renzi.
Io mi vergogno di unirmi al coro di applausi che si levano circa un attore appoggiato da ogni parte della sinistra del mondo, dal KGB degli anni '70 (per cui si sospetta abbia lavorato scappando col circo russo, da cui ne viene il suo auge in quello che fu il PCI) alla sinistra ebraica niuorchese, dal potere del non potere delle toghe che oggi vengono definite rosse, al potere del non potere comunista.
LA statura morale di un uomo che vuole misurarsi con un messaggio cristiano, tra l'altro declamandolo dall'ambone-leggio, non viene certo dal cachet, né dalla sua provenienza e struttura interiore politica. E' apprezzabile come lavoro culturale, se solo non si aggiunge la retorica comunista: i preti scopano e hanno figli che vi fottono il lavoro.
Per quello che mi riguarda, qui chi ci fotte il lavoro sono dei fiumi di gente con una grande storia comunista alle spalle che in nome del buonismo sta rovinando questo Paese dal rispetto per se stesso e per le proprie radici cristiane, in nome di 30 denari fatti con le Coop
Per quello che ci riguarda, tutti, i preti si fanno un mazzo tanto con lo stipendiucolo che gliene viene e portano avanti tutti i giorni intere comunità di tutto il territorio nazionale e mondiale, senza tanti elogi, senza applausi, senza articoli di encomio, senza riconoscimenti da parte di nessuno, spesso lasciati al margine, ostacolati dalle amministrazioni specie di sinistra, a volte trucidati, morti ammazzati per combattere 'gratuitamente' fianco a fianco di questo o quello.
Non fanno tutti figli, non stanno tutti lì a scopare. Non sono tutti topi da sagrestia.
In molti, spezzano tanta abbondanza di 'Parola' tutti i giorni a costo della vita.
Personalmente di uno che con la bocca piena di boria ridolina apostrofava San Giovanni Paolo II a 'Wojtylaccio' e oggi mi viene a beatificare il governo Renzi e a dire che i preti scopano, non me ne faccio niente, né come cristiano, né come artista, né come uomo.
Personalmente, visto che 'Il più grande spettacolo dopo il week end' prendeva le mosse da una canzone di Lorenzo Jovanotti, mi auguro che col nuovo 'Sabato' torni in scena Fiorello, magari proprio nel week end, tanto non ci siamo arricchiti noi con i 4 milioni di euro dati a Benigni e il sabato, capiterà, grazie a tante coop, che staremo ancora tutti a casa perché con 80 euro non ci esce nemmeno una pizza e non si salva un Paese col piede in una fossa.
Per quello c'è solo la resurrezione, ma bisognerebbe avere proprietà di linguaggio, un linguaggio di fede, che deve per forza includere la figura di Cristo e fare un discorso scomodo al buonismo cattocomunista, perché a un certo punto Gesù disse "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono tranne Dio". E parlare di Dio, non ti rende buono, al massimo si 'Presta' a farti più Benigni, in banca.
C'era un 11esimo comandamento: non tornate in Chiesa, voi tutti che siete afflitti, guardate la tv e sappiate che Dio è di sinistra.
O vogliamo pensare cosa ne sarebbe stato di questo evento se al governo ci fosse stato Berlusconi e lì Massimo Ranieri? Stesso dicasi per il Comune di Roma.. e se il sindaco fosse stato di destra, con questa situazione, cosa sarebbe successo? Etc, etc.. e Gesù disse "Basta!".

di Elisa Pistolesi ©





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