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domenica 2 novembre 2014


Se ne stava tra i pensieri così a lungo che aveva imparato a sedersi e dormire e anche dov'era il bagno, vista la natura di alcuni pensieri.
Se stava ciondolante, come i bambini che con la scusa di essere timidi sono i più egocentrici del gruppetto.
Se ne stava lì ad aspettare di essere aspettato, a desiderare di essere desiderato, a chiedere di essere richiesto, come quelle star trapassate dal tempo e non solo.
Se ne stava lì a immaginare di prendere il nemico di se stesso per il colletto e buttare la sua codardia fuori dalla sua vita, ma riusciva a malapena a prendere per il collo la bottiglia.
Se ne stava come se ne stanno le cose di vetro in bilico, tra il fuoco e la sabbia, aspettando di essere soffiate.
Se ne stava come lo sguardo di una bambola di porcellana paffuta, dolce e inquietante, spaventandosi al buio dei suoi stessi occhi non per quello che vedevano fuori ma per quello che vedevano dentro.
Se ne stava come una cassa ritrovata in fondo al mare, piena di tesori rovinati, passati, impossibili da recuperare, di lettere d'amore di un amore che non esiste più.
Se ne stava aggirandosi per la rete come un vampiro nella notte, dimenticando perfino che i vampiri non esistono e l'unico sangue che succhiava era il suo.
Se ne stava come chi ama solo il meglio così che il meglio lo riami, ma non il meglio per lui, il meglio per come lo considerano gli altri.
Se ne stava tra un post e un blog, tra un commento e un messaggio, tra l'apparenza, l'essenza e il mistero.
"Bel nome Elisa"
Elisa non ero io.
No.
Non ero io.
Quando è subentrato non ha chiesto permesso, quando è andato via non ha salutato.
Riciclava ogni mia parola e probabilmente lo fa ancora, ma che non risulti da nessuna parte.
Se ne stava talmente bene tra i miei pensieri che si stava per avvicinare.
Ma poi è arrivata lei.
"Elisa, bel nome. Elisa".
Alta, nella scala sociale prima di tutto.
Bella, opinabile, ma bella.
Tanta e piena di grassi saturi e consigli per gli acquisti.
Perché non v'è dubbio alcuno che sa rendersi visibile e quando non si vede, si sta rendendo visibile da un'altra parte.
Ha molto denaro, un vecchio giradischi per cervello che gli canta sempre la stessa canzone: devi avere il meglio, e quando sei in difficoltà usa la PNL per far sentire in colpa l'altro e nel suo caso, l'altra.
Così, certo che stava per arrivare qui.. ma in quel farsi settembre anziché atterrare qui è atterrato su un altro pianeta, un pianeta pieno di dossi e montagne e ogni dosso un conto in banca e ogni montagna un gruzzoletto di popolarità.
La polarità già ce l'ha.
Così è incappato nel tentativo e nell'incertezza continuava a raccontarsi una persona migliore, fin quando non l'ha raggiunta ed è subentrato a lei, raggiungendola.
Proprio per il mio compleanno.
Il maialone sexy piena di mamma e papà, dolcezza meringata da farti arrivare la carie al nervo e il dolore del nervo al cervello in un nanosecondo, cartonata erotica da poco riporto di etica e molto di voglia programmatica e programmata, lo adotta.
Proprio per il mio compleanno.
Praticamente da quando il suo alter ego ha chiuso i suoi discorsi migliori, citando una parte di sé che non parla mai.
















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