Pagine

sabato 4 ottobre 2014

"Amore di profilo - #twitt_we_need_is_love" e.. Petrolini

Il debutto è vicino e non solo il mio.

Ieri sera a via Rubattino, nel cuore di Testaccio, Paolo Gatti ha organizzato un bell'incontro tra le compagnie che allieteranno il pubblico del Teatro Petrolini nella stagione 2014 -2015.
Nella sala Fabrizi, ti saluta con cenno dal palco, che condivide con l'inseparabile chitarra e compagni d'avventura scenica come Stefano Antonucci in uno sketch di varietà da far invidia ai migliori minuti di repertorio della Rai.
Paolo Gatti, classe 1955, figlio d'arte è artista prodigioso, di quelli che non se ne trovano molti così in giacca bianca per l'occasione, sempre di nero in alternativa, perché non ha bisogno di colori che non derivino dai suoi modi, frutto di tante esperienze, di lavori prestigiosi per il teatro certo, così come per il cinema, come compositore di commenti sonori e esecutore per Scaccia, Pagliai, Morricone e decine di altri nomi illustri. 
L'incisione di 'Du gatti pe' Roma' dell'83, la formazione con Venditti e De Gregori, dovrebbero far di lui, un romano che almeno ti viene in mente tra i migliaia di calchi mentali del romano tipo e invece no, quando cerchi Paolo Gatti, e ci parli, sei andato via, non ti ricordi se gli hai detto tutto, ma sei sicuro che andrà tutto bene perché ha quel profilo basso che non ruba tempo a nessuno, non sfila, non insiste, non ci fa caso, non c'è trucco, non c'è una parola in più o in meno, ma solo il suo fare empatico che sbriga sempre tutto velocemente che sembra sempre aver lasciato i panni in lavatrice e invece sta studiando a un arrangiamento nuovo, sta leggendo qualche libretto russo dell'ottocento.
Tutta la vita nell'arte, la moglie Margarita Smirnova, insegna teatro nel teatro, non per fare il verso a Pirandello, ma perché è russa come quelle insegnanti russe di danza e movimento scenico che hai avuto la fortuna di incontrare, a Roma o a Berlino. 
E' russa come quando 'russo' da aggettivo diventa titolo nobiliare di un attore naturalmente predisposto a quella disciplina in-forma mentis e interiormente rigorosa per anche un tedesco, un italiano o un giapponese.
Altissima, tutta glamour, grazia e gentilezza, come ogni donna di teatro che si rispetti.
Quando mi fece i complimenti mi emozionai non poco, come quando da ragazzina incontrai Andra Jonasson, ossia la signora Strehler o quando conobbi e poi studiai con Lidia Mancinelli, ossia la compagna d'arte di Carmelo Bene.
Quest'anno il tetro festeggia i 20 anni di attività e il cartellone è fitto fitto con ben 50 spettacoli (http://www.teatropetrolini.com/images/STAGIONE_2014_2015.pdf) tra varietà, tragedia, farsa, cabaret e penne inquiete della nuova drammaturgia italiana che si affacciano alla cartellonata tra cui spunta oltre a Paolo Gatti, Tony Del Monaco, Rita Gatti, Giorgio Lopez e Gianni Clementi, pure il mio, con lo spettacolo "Amore di profilo - #twitt_we_need_is_love",
che andrà in scena dal 7 al 9 Novembre nella sala Fabrizi, di cui mi trovo ad essere anche interprete e regista, non tanto per esigenze di copione, quante de saccoccia.. 
Mi sono intrattenuta con Rita Gatti, che non è parente del signor Paolo, il direttore del Teatro, ma penna femminile adulta e raffinata, e "Io, madre" e vi suggerisco di andarlo a vedere, come gli altri, certo, ma le penne femminili in Italia scarseggiano e chi se ne cura?
Il Petrolini lo fa.
Io sono già emozionata, già c'ho caldo, già sono insicura, già sto predisponendo l'orchestrazione del tutto per quella che poi come dice proprio il Gatti è un'esperienza di "artigianato puro" come solo il teatro è. E se sono un po' tranquilla è perché in quel teatro quella che può apparire un'avventura di solitudine in questo mondo di specchietti per le allodole, lontano mille miglia dai fermenti della cultura, piena di rotocalchi e brindisini, cin cin e palloncini, si trasforma in un vero e proprio incontro con chi si è, chi si è stati e chi si è in grado di diventare, malgrado quelle grandi produzioni, quella distrazione costante della politica, quella volgarità gratuita, che anche gratuita non la vuole più nessuno.
Così è a via Rubattino 5, nel cuore di Testaccio: vicinanza, semplicità, laboratorio.

"Amore di profilo - #twitt_we_need_is_love" 
è il tracciato femminile irriverente nel mondo del lavoro che non si trova, che non porta il domani, e che ti fa rimandare perfino l'oggi in un distillato di insicurezze, di precarietà interiori che minano l'evoluzione naturale di sé, in un mercato di virtualità, dove si vive di profili e come ogni volta che si mostra un profilo, lo si fa con quello migliore, o per ribaltone col più cinico a disposizione, come uno spot costante di sé, un espandersi a contrazione, o un contrarsi in espansione, con un concetto debordiano debordato, ormai alla deriva, in pieno stato di implosione, il tutto perché ci si imbarazza a dire che quello che conta, che fa la storia e la cultura è soltanto l'amore, per se stessi, per l'altro, per il proprio Paese. 
Satira 2.0 sulla politica di pixel, politiche sociali guaste, politiche economiche cimiteriali, relazioni sociali inficiate da nuove carestie in quella che doveva essere un'era sorprendentemente piena di sorprese e che si è rivelata essere un'era di solitudini devastanti. 
Una tragedia insomma, ma come diceva Petrolini "Un po' per celia, un po' per non morir.." bisogna pur vederne il lato comico o almeno agrodolce.
Se illusa o visionaria, questo lo stabilirete voi, venendo allo spettacolo dal 7 al 9 Novembre al Teatro Petrolini, personalmente invitati dall'autrice, interprete e regista, che oggi si è fatta pure addetto stampa, ma solo.. per onore all'artigianato!
Ma al Petrolini, e ancor più in generale a teatro andateci anche prima, andateci, che a me...già me c'hanno mannato..






Elisa Pistolesi ©

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.