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domenica 27 luglio 2014

Amore 2.0. Il filo..

Me l'hanno detto che dovevo seguire il filo, un'altra ci si sarebbe già fatta un perizoma per i selfie pop porno da inviare all'alveare maschile su wozzap.
Hanno voluto riscrivere la storia dell'ape e del fiore.
Così, in questo alveare, da 30 anni girano fiori col pisello e api senza ali.
Io ho wozzappato poco in vita mia, già il telefono di suo mi fa schifo.
E al pop porno preferisco i pop corn da spilluccare davanti a un film da guardare post 'problemi vostri che vi attaccate al pop porno'.
L'amore ai tempi due punto zero, i punti se li mette in fronte.
E comunque l'amore conta fino a 2, dopo di che è orgia. Così mi domando..
"E col 3.0 cosa succederà?" Diventeremo tutti sorcini-il-triangolo-no..
Ma poi perché no? Fatelo, trovate un partner che vi ami per quel che siete..magari siete più maiali e meno colombe.. niente, vi piace fare i benefattori degli avvocati.
Ma non ho visto bene il suo filo all'inizio, sono di quelle che pensano che le cose si dipanano da se, sono in molti a lasciarmi fili, non è che faccio le pulci, guardo chi segui, chi ti segue e dopo una storia di stalking stare su twitter per me era affrontare il problema delle manie di persecuzione.
Pronunciare le parole "Mi seguono" in modo positivo e non drammatico, magari divertente, non un altro girone dell'inferno e ritorno.
Quindi siccome a malapena sto dietro a me, non posso stare dietro a chi ti sta dietro.. cammina muro a muro se hai paura..
In ogni caso non consegno fish, non sono la roulette di un casinò, né il punto, né il banco, non sono un casinò.
Al massimo posso essere un casino, come tutti.
Non so neanche di preciso cosa sto per dirvi, per dire..
Me l'hanno detto, di non pensarci, me l'hanno detto.
E pregata di dimenticare.
Probabilmente è possibile e neanche tanto difficile, se hai del 'materiale'.
C'è chi lo fa e sa farlo bene, quella cosa di scacciare chiodi senza pistarsi neanche il dito.
Io non ho un martello, per dire, e ora capisco la canzone di Rita Pavone o i comunisti, almeno un po'.
Ho appurato e messo a punto che c'è un tempo per tutto e questo è quello per finirla.
Almeno quanto basta per cominciare altro.
Non con un altro.
Sto momento un altro lo guarderei con l'entusiasmo con cui Letta ha ceduto il posto a Renzi, o quello delle dichiarazioni di Bersani dopo lo streaming con Grillo.
O quello della Lario di fronte a un assegno in bianco. Insomma ci siamo capiti.
Poi tutto può essere.. si si.. certo certo.. Di magari e della Maga Ari conosciamo tutti le parole.
Sane passioni forse forse, amore..più improbabile.
Spero di imbattermi in un tipo che non mi piaccia molto.
Così mi darò anche io la patente nautica del "solco oceani di noia e tweet anche oltre 12 miglia".
Non è per un nuovo amore, forse per uno di sempre.
Oltre al non poter stare senza cucinare e mangiare, se è possibile..
Io non posso stare senza scrivere.
Posso stare senza recitare, e un po' no..
Posso stare senza cantare: c'è sempre la doccia..
Ma non posso stare senza scrivere e senza ascoltare: musica, le parole di chi amo, di chi stimo, persone interessanti, a volte perfino un cretino.. o il mare, il vento, il silenzio.
Anche non fumare mi riesce poco, quindi potrei dire che non posso stare senza scrivere e senza fumare.
Se poi vado a fondo, in questa storia di 'non posso stare', non posso stare nemmeno senza correre.
Sarà che nella vita non mi sono fermata mai..
E se per camminare molto e fare chilometri e chilometri a piedi, senza possibilità o via di fuga, devi portare poche cose e pochi pesi, per correre non devi portare niente.
Non ci sono notizie di nessuno che abbia mai visto qualcuno correre con delle zavorre.
Mi piacerebbe dire che non posso stare senza amare..
Ma so che lì subentra il mare con le sue onde: avanti e dietro.
Sti valzer che io proprio..li ballo male.
Per me è tango.
Mi porti?
Bene..
Non mi porti?
Bene..
Ci sarà un altro ballo e canteremo  canzoni sceme, faremo discorsi seri e poi l'amore, poi scoperemo a morte perché a volte il mare è agitato e non passerà molto prima che tutto sia consumato.
Sennò a che serve ricominciare?
Questo è un tempo per finirla qui perché devo fare tutte queste cose e stavo rimanendo indietro.
Non che abbia appuntamenti, né ne cerco.
Ma se sto qui seduta, non posso stare in piedi da un'altra parte.
Spirituale si, ubiqua non ancora.
Così devo finirla perché le cose o sono o non sono.
Non posso stare lì a controllare tutto il giorno se mai diventeranno.
Poi puoi essere sposato, spossato, divorziato, libero, caffè chantant, bistrot, trattoria, pizza a taglio, camion porchetta, ristorante di lusso, ma 4 salti in padella falli altrove.
Io devo mangiare, mi devo saziare, l'amore è come la fame e passiamo tutto il tempo a slinguazzarci perché non ci possiamo masticare, anche se qualcuno ingoia.
Se è finita e masticare non si può più, il tempo per arrivare a 'masticazzi' è direttamente proporzionale a niente. Per ognuno è suo. Per suoi insindacabili motivi. Non rompete il cazzo.
Non emulo stili bukoskiani. Non credo che la parolaccia rafforzi i concetti.
Infatti non ho detto parolacce.
Scrivo male solo se è necessario per dirlo bene e farlo capire meglio. Almeno a me.
Per me il tempo di finirla è direttamente proporzionale ai parti creativi che possono durare più o meno di nove mesi e non avere figli non è sinonimo di sterilità, tanto meno mentale, o emotiva, o empatica.
Per cui se per più e più giorni, l'anima mi fa i cavalloni come il mare forza 9, le storie e i personaggi, i guitti comici o le riflessioni, interi testi o apostrofi pur necessari, mi restano sulla punta della lingua...
Sono disposta a tagliarmi la lingua per guardarli bene e scriverli come Cristo comanda.
E Cristo non comanda così.
Dodici giorni prima che morisse mia madre, ho sognato i suoi occhi che si muovevano come una bocca e ho scritto quello che mi hanno detto.
"Se la morte porta alla vita, ora vivo per morire.
La morte non m'incute paura.
Ma" .. e non me la ricordo.. e finiva coi "rumori nel silenzio".
 Era l'8 marzo e gliela lessi per dedica della festa della donna.
Ora non mi va di alzarmi e prendere il 'baule' delle mille risme che ho scritto da quando sono in fasce.
Avevo 13 anni, via, notevole per una ragazzina.
Pronta mia madre a dirmi "Dove l'hai copiata?!".
"Non l'ho copiata, mamma! Io non copio! Ho fatto un sogno: è un messaggio, forse.."
E lei: "Di chi?"
E io: "E io che ne so!"
Stava sciacquando dei pannetti nella vasca, qualcosa tipo quei capi colorati che devi lavare a parte la prima volta.
Il 20 Marzo, mentre una zia che è morta giovane l'anno scorso anche lei, cercava di prepararmi alla notizia, rispondo al telefono fax col vivavoce, l'altra zia al telefono non aveva capito dove fossi io e l'ho saputo così: "Rosalba già l'hanno messa nella camera mortuaria".
Mai avuto un bel rapporto col telefono io.
E in quel preciso istante ho fatto corridoio-letto della cameretta in salto quantico: tempo non calcolabile. Una manciata di battere d'ali e sdraiata urlavo: "Non scriverò mai più poesie!".
Ma ho sempre scritto.
Perché? Non lo so.
E' una malattia secondo me..
E mi fanno male le orecchie, sono vittima di gravi otiti quando sento troppo. E' vero! Consultate la mia cartella clinica, sbizzarritevi, fatemi pure le pulci.. ma io ci sento talmente bene, che quando qualcuno 'strilla', sia esso qualcuno, l'amico fato, il cugino destino, io sento tutto.
Che poi non capisco perché urlano tanto..
Già dentro ci sento benissimo.
Lo so come vanno a finire le cose.
Le cose vanno a finire, intanto.
Mi stupirei il giorno in cui questo non accadesse più.
Mi stupirei così tanto che avrei quasi paura di essere diventata sorda, mi sorgerebbe sempre il dubbio "Sono io che non sento più una sega, o va proprio tutto bene com'è?".
In ogni caso non è una domanda che posso pormi ora.
Le cose vanno di merda e fanno un casino a bestia che nessuno può dire "Avrai sentito male..".
Quindi dov'ero? Ah si, ai cavalloni dell'anima.
Mare grosso dentro.
Insomma, non ci vuole un genio per dire meglio altro.
Oggi non vi lascio lo sfizio di fare dello spirito, perché se trovo un po' di spirito vi dò fuoco a tutti.
E io non ho il problema di non avere 'più i fiammiferi', anzi mi accendo pure una sigaretta, metti che tornano gli Indiani, mentre l'America difende gli Ucraini.
Glielo farei inalare quel gas. Voglio vedere se fanno la stessa faccia di Marilyn Monroe davanti a 5 gocce di Chanel.
Come al solito non mi ricordo cosa avrei dovuto dire.
"Cos'avrei dovuto dire, all'essere più infimo, che di recente mi ha rovinato l'esistenza?
Niente, ancora adesso, ripensandoci, la mia mente diventa 'vuota'."
Queste ultime due righe sono state prese in prestito da Nora Ephron, giornalista, raffinata scrittrice, sceneggiatrice e regista d'avanguardia..
Ma non ho resistito, anche se non è stato così o forse si.
O forse vorrei sapere semplicemente cos'avrei dovuto dire e non stare qui a chiedermelo.
O forse ancora voglio far pensare che non lo so.
O non ha più senso dirlo.
O non ne vale la pena.
Dopo tutto ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine e altre che rimangono single per un colpo di genio.
Io e il mio ex siamo la prova tangibile che fai lo stesso una vita di merda.
La lamentela della bolletta e delle tasse non puoi condividerla con nessuno e al posto del biberon sbatti il mixer per farti vodka e coca cola. Ma sempre qualcosa sbatti.
Pensi e ripensi a quella storia a distanza che ti ha fatto male perché era Roma - Milano e poi finisci nel tritacarne 'disattiva localizzazione' per -non -soffrire -di- più, perché le distanze non contano nel virtuale, ma la distanza è fondamento del virtuale, sennò bastavano i walkie - talkie o il bicchiere di carta.
Credo nessuno si alzi la mattina pensando che quei 'buongiorno a te', 'buongiorno un caffè', diventeranno 'sto a pezzi senza di te'.. ma la vita sceglie certe vie per prenderti per il culo, che per quando l'hai capito sei due metri da terra e non lo chiamerei volo nel suo senso più 'alto'.
Così ti trovi a retwittare frasi sceme, tipo "Tutto torna e tu?"oppure a scriverne di più deliranti tipo "Comunque io ti ho amato, in quei modi che s'han da farsi.. e tutto il resto può attendere nel già noto.." che prima avresti scritto sui cessi dei bagni pubblici, o su un diario che probabilmente avresti poi buttato, tanto eri imbarazzato..
Per non parlare di una serie infinita di battutacce tipo "Il periodo nero lo affronta meglio l'uomo perché vede topa".
O "Vorrei dire al treno che passa una volta sola che se voglio me la faccio a piedi".
Io intanto sono la regina dell'Annuncio Ritardo.
A questo punto penso sia mentale, però, l'ho inventato io.
Ogni pezzo comico che comincia con 'Annuncio Ritardo' esiste perché l'ho scritto io, anni e anni fa..
E qualcuno mi rispetta ancora ed è ancora mio. Ecco io quel treno, non l'ho mai visto e di treni che passano una volta sola, Trenitalia è fornitissima, ve lo assicuro.
Comunque se c'è qualche comica che non sa che cazzo portare a Colorado o a Zelig, lo vendo, mi ha fracassato i maroni e porta pure sfiga dal punto di vista sentimentale.
Quindi consiglio l'acquisto solo a chi è già sposata, e magari il "ritardo" porterà fortuna se vuole un bebé.

Fatelo l'amore, che vi mettete a scrivere.
Capisco che durate una sega (passatemi il termine) e scrivendo vi sentirete più durevoli..
Ma, un'alternativa potrebbe essere farlo più volte, no? Dal vivo, intendo.
Da vivo, in tenda o dove ti pare.
Lo so che molti di voi sono single e le fidanzate non lo sanno e viceversa, molte di voi sono ragazze madri e i mariti non lo sanno, e che così vi sembra di non scombinare la vita di coppia, ma senza menare troppo il can per l'aia, scombinate quella dei single veri.
E anche la vostra sincerità, che arriva tutta insieme, potrebbe essere giusto delicata come un elefante in un negozio di cristalli (non quelli liquidi!).
Nella vita la crisi del settimo anno, nella rete la crisi del settimo orgasmo.
Ora non è sempre colpa delle altre, siate voi indecisi tra la fidanzata, la moglie e l'amante, una delle tre virtuali quasi mai la moglie.
E non è che è sempre colpa degli altri, dargliela non vi farà persone risolute, solo più cretine.
Le cretine da vecchie sono quelle che non hanno capito la storia che l'orologio di oggi è il calendario di domani e l'album dei ricordi del prega-Dio-che-c'arrivi.
Questo vale anche per le api, detti 'i maschietti'.
Beh, non solo in rete: fuori è pieno di elementi jurassici senza connessione wi fi, cavo Lan, o col tempo o con lo spazio..
Tutto questo dating a manetta, perché non avete fatto i dentisti se vi piaceva tanto l'agenda con gli appuntamenti? volendo potete sempre cominciare col Folletto porta a porta, e passare pure da Bruno Vespa e pulirgli la lingua, siete sempre lì a dire che ce l'ha marrone: azionatevi!
Per quello che volete, ci mettete impegno!
E che cosa volete? Fiori. Li annaffiate un po', gli fate luce, quelli si schiudono, voi li staccate e poi ci fate le corone a morto. Tutto questo in una masturbazione un po' più osata del virtuale, anzi direi unico evento reale. E lo fate twittando con la potenza dei rutti liberi dopo una gara di birra la vostra rabbia sociale tra il selfie e il facevo-per-dire 'piove governo ladro'.
Beh come generazione di falliti direi che non manca nulla.. E due minuti dopo schizzate a parlare di etica?
Secondo me è il verbo che vi inganna e il modus..
140 caratteri non significa 'sveltina', ma a quanto pare è l'unica capacità di sintesi della metà di mille, come diceva un mio amico, sia dei maschietti che inviano piselli di pixel nell'etere, sia delle femminucce, che praticamente chi fa spettacolo, ha meno foto.
Beh.. la peggiore delle decisioni è l'indecisione, diceva Cartesio e io amo Cartesio, se non fosse che dubito anche di lui, ma perché io dubito un po' di tutto per natura, e poi se togli il dubbio alla vita non resta niente di erotico, è tutta pornografia, siam capaci tutti.
Facciamo che chiudiamo qui il post, lo facciamo diventare un posto, dove faremo finta (vi coinvolgo, ma solo per non far sentire troppo importante la solitudine), di averci messo tutto quello che avremmo voluto dire e non abbiamo detto, tutto quello che avremmo voluto fare e non abbiamo fatto, tutto quello che avremmo voluto sbagliare meglio e non ci è stato permesso.
Ma coi fili penzolanti della nostalgia ci faremo un maglione per l'inverno, braccialetti all'uncinetto, tesseremo destini diversi, meno avversi forse, ma nuove storie e ascolteremo di nuovo senza quella schizofrenia da disturbo dell'attenzione, chi ci parla. Com'è giusto e bello che sia.
Senza aspettarci niente, consapevoli che non deve arrivare proprio niente.
Tanto meno che deve tornare qualcuno.
C'è bisogno di guardarsi negli occhi, sennò finiremmo per amare quel ramo del lago senza che sia a Como e che sia mezzogiorno.
Non che debba essere un copione di promessi sposi, ma almeno un..
Ah! Non fare sti scherzi al buio sei scemo!
E mi abbracci da dietro senza lasciarmi più.
L'amore ai tempi due punto zero, i punti se li mette in fronte.
Me l'hanno detto che dovevo seguire il filo, un'altra ci si sarebbe già fatta un perizoma per i selfie pop porno da inviare all'alveare maschile su wozzap, ma ho cominciato a lavorarlo a maglia.. era tutta nostalgia qualcuno dice acrilica, io dico pura, almeno lei..

Continua..

Elisa Pistolesi © c'est moi


























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