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lunedì 2 giugno 2014

La mia Repubblica

Roma, 2 Giugno 2014.
Sfilano in alta uniforme tutti i corpi militari e paramilitari dello Stato italiano.
E' la festa della Repubblica, quella che quando eri piccolo battevi i piedi per fartici portare....
..quella che sempre da piccolo facevi a gara a cantare l'inno di Mameli quando i bersaglieri in alta uniforme si fermavano davanti al Presidente della Repubblica.
..quella che c'era Pertini, quando eri piccolo..
Il nonno di tutti!
Io ci sono andata fino al 2002 quando riuscii a scavalcare la folla per raggiungere Berlusconi e stringerli la mano, con le guardie del corpo che mi guardavano la borsa..
Allora la aprii e dissi "Posso, ora?".. era una borsetta di jeans con dentro tutti i sogni di 12 anni fa, quando tutto sembrava ancora possibile e il futuro non si travestiva da nemico.
Quando festeggiavi la Repubblica che si faceva ammazzare per restare in piedi in tutti i momenti di crisi..
Quella che non capivi perché si festeggiava perché non avevi studiato la storia..
Quella che poi quando hai studiato la storia eri galvanizzata come Anita a vedere il tricolore!
Quella che volevi essere la donna della foto col giornale!
La mia Repubblica Italiana oggi è malata..
E' malata di complotti e di ingiustizie, di occasioni perse e sprecate.. altre non date, proprio alla sua gente, agli italiani.
La Repubblica di oggi genera malumore, lo sprizza da tutti i pori neanche fosse la gioia più totale e sembra farlo con quell'irritazione che ti fa accapponare la pelle dalla vergogna.
La Repubblica di oggi fa piangere le mie amiche mamme su facebook perché il loro bambino non è ammesso all'asilo.. prima i più poveri, che spesso sono gli extracomunitari e devi dirlo piano, altrimenti sei razzista.
La Repubblica di oggi quasi non è più mia, quasi non è più fondata sul lavoro, è quasi sfondata sul lavoro.. è falsamente 'democratica'.
Si è fatta dire di tutto su quel primo articolo costituzionale e non se ne vergogna, non torna sui suoi passi, non ha la dignità di tanti che sono lì a sfilare.
E', come ho detto a volte, una Repubblica Invidiocratica fondata sulle Coop.
E' una Repubblica fantomatica fondata sui tecnocrati, i burocrati, i ministri che hanno svenduto la nostra immagine di nazione accogliente e solare, fino a farci sembrare biechi razzisti.
La Repubblica di oggi se ne sta ebete a guardare la parata con la faccia da sonno nel suo ultimo grido di comunista placcato democratico mentre i due Marò sono ancora prigionieri in India, India che chiede per loro la pena di morte e apre porte a chi condanna tutti gli italiani a morte giorno dopo giorno, traghettando destini, facendosi Caronte di ipocrisie, aiuti immaginari, feti che non distingueranno mai la placenta dal mare, Nostrum o meno, Mostrum sicuro.
La Repubblica di oggi non è nemmeno all'altezza di essere talassocratica, è solo imbarazzante.
La Repubblica che vorrei è quella che mi fa essere orgogliosa di essere italiana..
..quella che è naturale che siamo tutti diversi, che ognuno ha il suo pensiero politico, che 'o pesce grosso se mangia 'o picciriello, ma quella che diverso è bello.. finanche se sei gay.. ma quale omofobo, ma spiegami: chi ha mai calpestato il pluralismo e la libertà individuale, che tra poco vedrà chiedere alle famiglie normali gli stessi diritti di tutti i diversi in un Paese che era la più bella terrazza sul mare del mondo e adesso è solo un balcone che sta cedendo e nessuno fa i lavori?
La Repubblica che vorrei non fa retorica, è davvero democratica.
Adesso invece si fa dettare leggi e regole, apre il banco solo se si fa mercato, non più al contrario come ha sempre fatto, e ammazza il mercato con le banche e sopra le banche le lobby campano e l'italiano muore, con l'estrema unzione di Equitalia.
Ma per fortuna è pieno di italiani che la amano e non solo tra coloro che sfilano, ma tra la folla, tra la gente, qui-da-noi-a-casa e non è un film.
Gli italiani che amano l'Italia sono quelli che hanno il cuore tricolore, l'etica tricolore, l'animo tricolore e senza occupare nessun posto di potere si dipingono sempre il viso di tricolore..
No, non sono quelli dei Mondiali, che pure sono tanti e li chiamano Prandelli di Italia.
La mia Italia è quella che ha fatto di un film tedesco, una realtà italiana e si è presa il cielo sopra Berlino nel 2006.
Siamo tutti quanti, noi italiani, che nonostante tutto, non ci facciamo mai mancare il sorriso sulla faccia appena scesi dal letto.
Altro che speranza, caro Renzi, che hai fatto di Kyenge un'istituzione e hai europeizzato l'italianità da protagonista a comparsa.
Chi di speranza vive, disperato muore.
Noi siamo gli italiani del darsi da fare, senza lobby ma col sorriso e il cuore, che è il nostro unico grande e
vero tricolore!
Sarebbe stata una bella festa della Repubblica se avessimo già riavuto a casa i nostri Marò.. almeno quello e invece..
Voglio una Repubblica spericolata di quelle che non dorme mai, non la voglio solo e sempre piena di guai..
Chiamatela pure retorica, ma questa è la mia Repubblica!








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