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venerdì 9 maggio 2014

Moro Impastato






Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico e giurista italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo da alcuni terroristi delle Brigate Rosse.

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività mafiose a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978.

Due grandi uomini accomunati dallo stesso orribile destino
In contesti completamente differenti hanno lasciato non un invito a lottare per le proprie idee, cosa che oggi sembra semplicissima, c'è il social-a-cosa-stai-pensando-puoi-dirlo.. ma un interrogativo pesante sulla storia politica e sociale di questo Paese dove oggi tutto sembra libero: le idee, i comportamenti, le priorità, le riforme.
Il tutto beatificato dalle larghe intese: c'è confusione e basta.
Non ci sono i morti 'importanti' e Dio ne scampi che ce ne debbano essere, a destra e a sinistra e non perché non esistano più come qualche imbecille vorrebbe far credere, ma perché i nemici di un tempo si sono autocommemorati solidalmente per fare strage di tanti Peppino Impastato e tanti piccoli Aldo Moro.
Gente comune, che si propone la coerenza e il progresso liberale delle proprie idee, minacciate dalla massificazione volgare, avulsa dal contesto reale, di cui la politica raramente è specchio.
Ma solo spocchio, spot, sport in cui chi vince è dopato da un sistema bancario che non ha nulla a che vedere con l'impegno sociale attivo che ogni cittadino infonde nelle sue azioni quotidiane.
Dal senso civico all'educazione dei figli, dall'amore per la per la Patria che suona come bestemmia a cui dobbiamo sostituire ambientalisticamente l' "amore per la terra" (come se fossimo noi comuni cittadini a scavare buche sotto i campi di pomodori per seppellire rifiuti tossici, sapendo di poter mangiare pomodori di altro tipo) alla difesa della propria fede.
Uomini comuni che fanno della coerenza non un limite ma la linea di confine tra cielo e mare: un infinito intellettuale che non porta a ingrassare maiali e vacche dell'ultimora a Montecitorio ma a nutrire i milioni di persone che amano questo Paese e che hanno tutto il diritto di verità, che non entra nelle versioni di desecretazione.
Non c'è nulla da dire sulle BR? E i NAR? 
E di chi ancora li difende in carcere e poi si lamenta dei casini allo stadio? 
A chi volete far pensare che siano degli idioti drogati si sangue caldo?
Perché non si parla degli eserciti privati usati per colpire a sangue freddo come la Banda della Magliana e quanto fosse implicata in questo caso?
Chi erano i componenti di destra dei NAR e chi quelli di sinistra BR..
Beh giusto molti hanno ancora le ville ad Ardea qui a sud di Roma, dove ne sono state sequestrate solo 12 di quelle intestate ai protagonisti, e i prestanome? Qui protetti e tutelati e che così vanno mantenuti?
Non vi sbagliate a riaprire un processo e a far parlare chi si è realmente pentito.
Continuate a imbotulinarci il cervello con i casi che hanno per protagonista Berlusconi, altrimenti De Benedetti cosa mette in cassa? Come farebbe il 'giornalaio' di mestiere? 
La verità non è una versione, e anche se non interessa più a nessuno sapere come è andata solo perché queste cose non succedono più, interessa sapere perché si ignora il fatto che ogni giorno grandi e piccoli uomini muoiono trivellati da colpi di tasse, disoccupazione, discriminazione etica, in un Italia che resta indifferente a se stessa chinando il capo ai generali tedeschi per quel bottone chiamato Euro e si nutre di gommoni che avveleneranno tolleranza e accoglienza di cui siamo portatori sani, mentre si fa attendere come nulla fosse, per riportare indietro due marò. 
Fino a fare di questi due casi un unico caso: Moro Impastato di ridicole versioni di verità.
Elisa Pistolesi ©

1 commento:

  1. ...mi piace il tuo calderone di tutta la nostra storia peggiore...ma non intravedo quel filo di luce per quella che sarà e che potrebbe essere forse...chissà...la storia migliore...quella che parlerà di rinascita, risorgimento, ideali, solidarietà...non dimentico il passato ma per il futuro adesso ho un occhio di riguardo e vorrei dirti tante cose bellissime su quello che sarà l'Italia...è per questo che dobbiamo costruire...non mi piacciono i demolitori, gli "assolutamente no", quelli che "siamo contro tutti"... Insomma la vita è un compromesso...che non vuol dire sporcarsi le mani di fango...Moro lo sapeva bene e anche Impastato...in fondo lo sappiamo anche noi...nel lavoro, in famiglia, in società, con gli altri...bisogna far posto un poco per starci tutti insieme...perchè solo se siamo uniti possiamo davvero cambiare le cose. Buona vita. Arianna

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