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giovedì 29 maggio 2014

Forza Italia e viva Silvio

Stabilire verità sui destini di Forza Italia a 4 giorni dal voto,
è come fumarsi una sigaretta dopo una maratona.
Non si ha il fiato, fa malissimo e vanifica i benefici.
Poco fa al telefono per motivi completamente diversi dicevo a un amico:
"Come diceva Frank Sinatra, la vita si può vedere in due modi.
Mi trovo dall'altra parte delle cose belle o le cose belle sono proprio lì davanti a me".
Il mitico e unico 'the Voice' lo diceva in quanto abitava a Brooklyn separata da Manhattan dal braccio di mare noto come East River. 
Insomma il sogno di Broadway per un tipo così mal localizzato sembrava destinato solo a rimanere tale.
Io ci penso spesso a quella frase perché abitando ad Ardea, il 'braccio' che mi divide da Roma, non è di mare ma è di terra e si chiama SS 148, meglio nota come Pontina, percorrendo la quale scopri che 'pantarei' (tutto scorre) è filosofeggiare illusione e non speranza.
Ma le cose per Forza Italia stanno così, come per chiunque debba 'attraversare' una strada che sembra irrimediabilmente solo dividere e moralmente si butta giù e ancor più erroneamente cede al pessimismo.
Sta a te pensare come attraversare, ma soprattutto sta a te, come succede in amore.. quando ti lamenti spesso che l'amore non arriva, riempire la tua metà.
Nessuno può riempire la tua metà.
E' inutile farsi troppo 'vittime' della leadership di Silvio Berlusconi, giustificare addii al partito dopo gli eventi del 2013, e mettersi a fare assi con i controassi, oggi che si è capita solo una cosa e che serva a tutti da lezione prima di virgolettare anche i respiri di Arcore: che c'è solo un leader e quando, per motivi noti a tutti quel leader non c'è o può esserci meno, il partito perde punti.
Allora se io fossi una persona intelligente, cosa che magari non è per mancata istruzione di alto livello e esperienza di ancor più alto livelli che ogni candidatio bene o male può vantare, me ne guarderei dallo star lì a piagnucolare 'E' colpa mia', 'E' colpa tua', 'Basta dinastia', 'Facciamo le primarie e via'.
O personalizzare i successi per recriminare l'unidirezionalità di Silvio Berlusconi.
Onestamente quando ho letto 'il leader sono e resto io', ho tirato un sospiro di sollievo.
Perché è vero che qualcuno può vantare successi personali, e dopo essersi visto versare mila e mila voti, ora è in preda alla sbornia, l'importante è che non ceda alla boria. Perché non ci vuole mica una scienza a capire che quei voti non sono mai quelli che ha preso e guadagnato su di se Silvio Berlusconi per cui questa smania di sostituirsi di diritto, la avverto come un' imprudenza.
Se il partito perde quando Silvio è limitato per ovvie ragioni, è endemico che il leader è ancora lui.
Che vi piaccia oppure no, sta a voi, tutti, ciascuno riempire le vostre metà.
Magari tentare di farlo non solo coi voti, ma anche con un atteggiamento. Uno di quegli atteggiamenti che poco si nota e solo poi molto paga.
Insomma un basso profilo.
Star lì a fare le pulci uno all'altro lo trovo uno spettacolo appagante per l'avversario che se la gode ora su una grande Barca cioè barca o addirittura arca, di Noè, dove sono saliti tutti per salvarsi dal diluvio universale.
Buono.
Quando affonderà a largo di un Mare Mostrum, appena dopo che Marine Le Pen e il suo pensiero lucido, cancellerà l'Europa dalla carta dell'Europa, insieme a Farage al resto dei Paesi che hanno sofferto il comunismo-quasi-tutti, saranno molto meno per numero e peso.
Ora: ricapitolando e tralasciando i 'si vince, si perde', 'grazie a tutti', 'Silvio sbaglia' 'per quello siamo messi così', 'è questione di fondi', è un 'one man party', non c'è modo migliore per dimostrare di avere ragione che dimostrandolo.
Non uscendo come Meloni e Alfano, mi spiace. Ma non si salva nessuno di chi avvista in Berlusconi l'accentratore megalomane (ma non lo dice) che non sia un 'accentratore megalomane'.
Per cui la leadership cambierà quando ci sarà qualcuno in grado di dimostrarsi per un linguaggio diverso, non è questione di meglio 'mediatico' alla Toti, meglio 'politico' alla Fitto.
Magari il prossimo leader di Forza Italia sono io che non sono neanche mai stata sindaco alla faccia di Renzi e tutto il PD.
Se scherza!
Il linguaggio cambia se è il pensiero ad essere diverso.
Renzi non ha guadagnato nulla di suo, mai. E' un entità astratta, un ologramma bancario, un estratto conto di Bilbenberg, una filata per una mise en scene 'rivisitiamo Collodi', non è uno che ha preso voti perché era bravo. Li ha presi perché andava a mangiare la pizza con gli amici della maratona, scendeva al piano terra, organizzava una cosa tipo Leopolda per far fare cose a tutti quelli che sapevano fare cose e che trovando la cosa interessante non sono andati a chiamare un altro elefante, erano gli elefanti che andavano. Il tutto sponsorizzato da sinsitra mondiale.
Le 'cose' portano persone, le persone portano soldi, pensando di guadagnarne, e alla fine non deve stupire se Renzi è l'incarnazione vivente di tante battute di Casinò, come quella pronunciata da Robert De Niro mentre nota il baro al banco:
 'Se non fosse stato così avido, l'avremmo notato più difficilmente. Ma alla fine sono tutti avidi'.
Questo è Renzi e lo butteranno fuori, è inutile che fa il Papa laico.
O quell'altra introduttiva: "A quei tempi Las Vegas era un posto dove milioni di fessi arrivavano ogni anno sulle loro monetine e ci lasciavano un miliardo di dollari.. certo di notte non si vede il deserto che circonda Las Vegas, però è nel deserto che si risolvono un sacco di problemi della città."
Questo è il PD.
Non c'entra niente con la leadership, non vi massacrate per nulla.
Con Renzi hanno vinto anche le Banche, tante banche e gli enti e gli appalti, e i misfatti degli ultimi tempi come l'uomo che si è 'suicidato' dopo il caso MPS. I deserti del PD sono tanti.
Trovo imprudente tentare di emularli o addirittura invidiarli.
Non solo mi gratifica sapere che abbiamo persone eccellenti in FI e che hanno voglia di lavorare e tanta, ma mi sento parte di un progetto che sta facendo la versione in prosa di una poesia ermetica e mi riferisco al complotto e alle rivelazioni di Geithner.
Sono sicura che è la voglia di realizzare un progetto comune più nitido e brillante che integri e crei collante, il motivo per cui ci si vuole tanto pronunciare e non per comandare, magari emulando il renzismo, quando il renzismo procede per il berlusconismo.
Si commetterebbe un errore fatale.
Io non mi occupo di alta finanza e non so nemmeno immaginare cosa si provi ad essere così riconosciuti e apprezzati prendendo mila o milioni di voti, io al massimo prendo applausi a teatro e il massimo dell'apprezzamento è bis.
Quindi non mi sento migliore di nessuno, anzi, ma non mi sento nemmeno di rimandare le mie osservazioni a mai solo perché 'non so di cosa si tratta'.
Fondamentalmente io non sono il tipo 'chi striscia non inciampa', il mio motto è piuttosto 'Non ho mai avuto la smania di avere la stima di persone mediocri' eppure la mia posizione non me lo avrebbe mai potuto consentire.
Eppure..
Pagheremo da italiani questo risultato, molto peggio di quanto stiamo pagando, perché è il secondo volume sulla storia della sinistra, che non poteva essere scritto senza l'aiuto dei magistrati politicizzati e dei burattinai di mestiere.
Non fumate, dopo la corsa perciò.
Piuttosto, riposate un attimo, fate un bel respiro, una doccia e non smettete di credere nelle idee solo perché non essendo leader non potete guadagnare somme cum laude mentre le enunciate.
E chi millanta vanti, si ricordi delle sue finanze e di tutti quelli che nel partito hanno fatto un'ottima campagna elettorale nell'isolamento vuoi geografico, vuoi finanziario.
Create 'spazi', siate visionari. Negli spazi, fate venire persone, date loro voce artistica, culturale, mini-imprenditoriale, sociale. Viva i Club! E ancora avanti.. 
Non create polemiche, risentimenti, a chi servono?
Serve invece ricreare collante, riconoscersi negli stessi ideali, essere chiari, avere una visione comune, isolare le esigenze negative, protagonistiche, certo i personalismi, e asfaltare questa dittatura di presunzione democratica una volta per sempre da questo Paese strozzato e ridotto a brancolare nel buio mangiando le briciole come i cagnolini, quando sfacchina in cucina da mattina a sera per preparare la mensa.
Si ai referendum della Lega, si a un abbraccio con Fratelli d'Italia, si a mostrare quanta più sostanza, che la forma viene da se.
Se una bella donna ha un vestito da 40 mila euro, e un'altra più bella ne ha uno da 40, alla prima restano comunque pochissime chance per essere seducente.
Non guasta che quello da 40 mila possa indossarlo lei, e via a trovare fondi.
Fossi ricca, parteciperei.
Non metto limiti alla provvidenza e non è detto che non accada, la vita è strana.
Ha molta più fantasia di noi, perciò..
Contribuite al partito, mostrate solidarietà a Berlusconi, non sostituitevi a Berlusconi, oltre che imprudente è anche imbarazzante, parola di elettrice senza nulla a pretendere.
Non siamo comunisti! Lo dice pure il vangelo.. 
Quando sei invitato da qualcuno a nozze, non metterti al primo posto, perché non avvenga che uno più ragguardevole sia stato da lui invitato *e, venendo colui che invitò te e lui, ti dica: Cedigli il posto. Allora tu con vergogna dovresti occupare l'ultimo posto. *Ma quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto affinché, venendo chi ti ha invitato, ti dica: Amico, passa più su. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. *Perché chi si esalta sarà abbassato e chi si abbassa sarà esaltato. 
Anche il resto del Vangelo è interessante..
Gli darei un'occhiata. E da là che vengono molti voti del PD. 
Non da Renzi.
Berlusconi va benissimo.. ad avercene, appunto!
Non disperdete le energie in chiacchiere, siete tutti forti! Al posto vostro non sprecherei un'occasione così per chiamare San Paolo, quando il serpe non è ancora arrivato.
Sennò ce truvamm San Paolo a miezz', chill 'o serpe non arriva e ca facimm'?
E' una citazione de Le voci di dentro di Eduardo De Filippo.
Dopo una scrutatio sul vangelo, io mi guarderei pure quella.
E' indicativa dell'astrattismo morale e esegetico del comportamento scaricabarile.
Noi siamo diversi e io ci credo.
Sennò finisce con l'astensionismo che è nel pensiero di quanto dice il personaggio astratto della commedia di Eduardo, zì Nicola: "Se l'umanità è sorda, io posso anche essere muto"
Forza Italia e viva Silvio!



















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