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venerdì 23 maggio 2014

Forza Italia, basta debolezza.

Roma 22 Maggio, Palazzo dei Congressi.
"La felicità è reale quando è condivisa".
E' una frase di Paolo Choelo e non ci aspetteremmo ci venisse in mente durante l'incontro di chiusura di una campagna elettorale di uno dei leader più vessati, insultati, ostacolati, e come è in voga dire tra i 'nemici', pregiudicati che ci sia, cioé Silvio Berlusconi.
Può sembrare futuristico o surreale parlare di 'felicità' in un momento del genere che ha costretto il partito fondato e guidato da Silvio stesso, a una 'rincorsa', come l'hanno chiamata i più.
E 'i più' sono i veri responsabili vettori del voto.
La mia voce è flebile e fioca nelle grida della rete, dei media.
Qui non si è nessuno.
Dovrei sentirmi rappresentata da Grillo?
Per carità, per favore, per cortesia..
Io sono una persona.
Sono fatta della stessa materia dei sogni come miliardi di altri, non solo di trachea e corde vocali frantumate da grida sterili e sempiterne lamentazioni di senso acerbo, che si nutrono di violenza.
Ho provato quella felicità e vi parlerò di questa, perché vi devo dire una cosa a cappello di questo articolo o presunto tale: ieri sera chi non era Forza Italia, si stava rodendo.
Si stava rodendo dentro perché il collante politico è fondato su basi che surclassano ogni boicottaggio giudiziario, mediatico e infangante nei confronti di chi ha governato, sempre eletto con quello che un tempo in tivvù veniva chiamato indice di gradimento.
Alto godimento: dei presenti, delle persone.
Ecco trovata la formula della felicità: la condivisione tra le persone.
Quella di FI non è LAGGENTE.
Sono persone, ascoltate, citate, elevate.
E le persone erano lì a migliaia felici di sostenere, di partecipare, di condividere, non di meno di augurarsi che la felicità torni ad essere l'aspirazione politica e la forma di governo di questo Paese.
Aspettare l'arrivo del Presidente Berlusconi non è stato certamente angosciante, ma al contrario, è stato un crescendo per le parole spese dai vari rappresentanti di Forza Italia, come Tajani e Fiori e altri.
Marcello Fiori coordinatore uff. Nazionale Club Forza Silvio nonché membro del Comitato di Presidenza ha ricordato il lavoro svolto dai club, come si formano, cosa si pongono ulteriormente di fare e di quanto, improvvisamente e ce ne siamo accorti tutti, ultimamente altri si adoperino per infrapporre nei loro discorsi la parola 'comunità', visto che è proprio alle 'community' americane che i club si ispirano.
Ha ricordato la forza derivante dall'impegno cristiano e ha sottolineato seguito da un applauso ad alti decibel di essere orgoglioso di essere cristiano e cattolico e di portare nella sua fede politica anche i principi della sua fede, il che a una neocatecumenale come me, non dispiace.
Come non dispiace a nessuno sapere di non dover temere di ritrovarsi crocefissi nei cassetti o Luxuria in cattedra.
Tajani ha ricordato e riassunto un po' la storia dell'impegno di Forza Italia in Europa: i NO di Berlusconi alla Merkel, all'austerity e al conseguente 'complotto-cacciata-complotto'.
Ha salutato e ringraziato i rappresentanti, i dirigenti, i confluiti: il più lungo applauso a Storace.
Ricordando che ha rinunciato a un partito e a un successo personale per sostenere e maggiorare quella felicità condivisa.
Al quale mi sono gradevolmente unita come ad altri, ma con più forza, perché la Regione Lazio è abbandonata a se stessa e non regge più il ritornello della canzoncina della sinistra:
"Abbiamo trovato un macello e non è facile".
Dicono sempre così.
Loro trovano sempre un macello, un modo nobile, per dire che non stanno facendo mai niente.
Il dolce far niente loro, li ha divisi e resi inquietanti e ha consegnato al Paese la figura dell'imbecille storico: Grillo. Gridolino.
Ma c'è fibrillazione! Tutti in piedi! E' arrivat... no è la Pascale.
Applausi flebili e ricomincia l'attesa e l'atmosfera si fa tesa, densa di ultimi attimi prima che la platea esploda in un ondeggiare di bandiere che arrivavano a coprire tutto, perfino i maxischermi.
E' arrivato SILVIO BERLUSCONI.
E qualcosa mi dice che anche non l'avessi scritto, l'avreste capito.
Osannato e applaudito, baciato a distanza da donne di tutte le età entra subito sul pezzo carico, energico e decisivamente in forma.
Ho letto quasi tutti gli articoli che riguardavano questo incontro, credo anche quello di Telekabul, e non ho trovato che due righe su un discorso che avrebbe dovuto essere trasmesso in Eurovisione è il caso di dirlo.
Dal problema dell'attuale governo, il rischio che si corre con i voti che andranno al PSE, la mancanza di solidità che lo struttura, l'infarcitura di comunismo che pervade non tanto le menti (ognuno pensi e creda nei propri ideali n.d.r.) quanto le tasche.
Renzi uomo che non nasce comunista, ma che si è catapultato con un gioco di prestigio a Palazzo Chigi, dove ha detto non sarebbe mai andato senza il voto degli italiani, si è lasciato cullare dalla coperta rossa che basta solo ai già ricchi, e lascia scoperti tutti gli altri che non lo sono e non lo saranno mai.
Io credo di poter sostenere che in tutta probabilità, sia stata proprio la politica di austerity imposta prima con Monti e la continuazione di quest'austerity con Renzi che (vuole cambiare che cosa? cambiasse dieta, sembra Poldo..) creano i presupposti per i numeri che ha Grillo.
Gli applausi più fragorosi non ci sono, nel senso che ci sono stati ovunque per tutto.
Per l'immigrazione, per l'esempio di cosa farei-io-ora "Non me ne andrei da Bruxelles, fino a quando non mi riporto in Italia il risultato".
Non vaghe richieste di aiuto.
L'ha sempre fatto, Silvio: può dirlo.
A me ha colpito tanto questo passaggio, di cui aveva accennato Tajani, circa il ricordare la contestazione per aver fatto dormire Gheddafi in tenda.. come ha ben detto "Meglio far dormire Gheddafi una notte in tenda, che far dormire all'aperto migliaia di immigrati e sentire il peso di morti e gente alla fame".
Onore al merito. Silvio riparte sul lavoro e comincia con l'euro la sua obbligata svalutazione per essere competitivi, poi si avvantaggia in una scossa di politica interna che non so quanto sia solo 'nostalgica' come dicono i più.
Primo perché è vicina  ("Questo governo non arriva al 2018") secondo perché il fatto che Grillo prenderà come tutti dicono tanti voti anche in Europa, lo porterà alla gogna molto prima delle nostre politiche perché sarà tangibile mondialmente che è un vuoto a perdere e un pericolo pubblico.
Una mia considerazione su Grillo è necessaria, altrimenti non riesco a procedere:
Grillo fa presa sui disperati? No: sui disperati incazzati? Più o meno. Sui disperati incazzati e pericolosi che attribuiscono ai politici tutte le colpe del mondo, avendo passato ventanni a bere aperitivi e falsificando la contabilità? Loro.
Ecco. Sono gli stessi che quando capiranno che anche con Grillo non possono più bere aperitivi e fare la bella vita attribuendo agli altri tutti-gli-altri le colpe delle loro azioni, lo faranno fuori.
Molto fuori. E si spaccheranno. Finirà il sogno, cadranno le stelle tutte e cinque forse già al prossimo San Lorenzo.
L'elettorato di Grillo è un autogol per l'elettorato di Grillo.
I giornali riportano fedelmente quanto ha detto Berlusconi su Grillo, e quanto ha ripetuto circa la sua pericolosità, ma non tendono mai a rilevare i percorsi storici e sembrano eccitati all'idea che il casino possa succedere.
Io non li capisco.
Ha parlato del programma di Forza Italia per quello che sarà il suo governo dopo le politiche e attenti che può essere vero. Potreste essere felici di aver perso, quando succederà perché non c'è un programma uguale.
Non c'è.
E non è materia fatta 'solo' di alzare le pensioni e portarle a 1000 €, darne alle casalinghe che lavorano almeno 16 ore, insomma tutto il giorno, di non toccare i risparmi degli italiani, delle assunzioni detassate per disoccupati, cassaintegrati e chi più ne ha più ne metta, di non fare il gioco delle tre carte con le accise e i rincari, ma di progettualità che è ancora oggi, a 3 anni dal 'complotto-cacciata-complotto' l'unica fonte di respiro, la macchina dell'ossigeno del Paese-grazie-a-lui: i soldi fatti cacciare dalle PA alle imprese e  le stesse che ancora lavorano all'estero o in Italia, nelle grandi o meno grandi opere.
Potrei continuare fino alle prossime politiche: ce n'è per tutti.
Chi da' Silvio per spacciato sta commettendo un grande errore, ancor più se il motivo per cui fa una tale considerazione è per la mancanza presunta di successione alla leadership.
E' tardi e deve rientrare, fa il gesto delle manette e Tajani sale sul palco.
La Pascale si alza prima su cenno di Maria Rosaria Rossi. Parte l'inno.
"Voglio terminare e piuttosto mi faccio arrestare, per la libertà si fa anche questo".
Sono parole forti, alte.
Come i tacchi che avevo e che mi avevano un po' distrutto.
E invece con quelle parole ancora nelle orecchie ho camminato senza sentire nulla, felice di sapere che quella 'persona' c'è ancora, ancora più forte, ancora più espansa, ancora più credibile e ancora più concreta.
Sono tra quelli che Tajani ha ringraziato. Quelli 'che non chiedono niente per fare quello che fanno'.
E lo faccio volentieri perché, sarà un caso oppure no, ogni volta che non c'è Forza Italia, c'è Debolezza Italia e la fiacchitudine non giova a nessuno, tanto meno a me.
Viene spontaneo, viene dal cuore, e fa invidia a molti, perché la felicità della condivisione gli altri, non la provano più.
L'alternativa è la servitù della sinistra o la rabbia vendicattiva di Grillo.
E quando scrivi o posti foto e frasi, l'acredine dei politicamente ex tutto invade la tua bacheca di commenti che lasciano il tempo che trovano e fanno rumore come le unghie sugli specchi, altri cercano di appannare lo specchio ma solo per non guardare la realtà dei fatti: la realtà è che l'unica immagine vecchia in Italia sono tutti gli altri che hanno venduto pentole, maalox o illusioni.
"Un sogno se è sognato insieme a tante persone diventa realtà" ha detto Silvio Berlusconi nel mezzo del discorso.
Beh se la felicità è stata condivisa e lo è e lo resta, significa che il sogno è diventato realtà e fa del suo essere il suo divenire e viceversa.
Io me ne guarderei dal restante sterilismo, lunedì 26 potrebbe essere il più orribile lunedì d'Europa se sbagliate a votare e il guaio è che.. sarà un lunedì continuato.
Io preferisco continuare a realizzare il sogno nella concretizzazione dei miei principi, della mia essenza, della mia nazionalità, del rispetto per la mia storia e nell'affermazione dell'Italia nella persona di ognuno di noi e non vedo nella parola "moderato" un pericolo, ma vedo un "pericolo" venuto fuori quando il più grande "moderato" è stato fatto fuori dalla guida del mio Paese da un Europa sinistra e volgare.
Perciò voto il futuro nel presente perché ha un passato: l'unica storia, fino ad ora.
Sarà lo spirito giornalistico, ma il giornalista si attiene ai fatti cercando di colmare la distanza nel riportarli con le parole più efficaci.
Perciò Forza Italia, basta debolezza.. sta arrivando l'estate e soffriremo di pressione bassa senza il giusto integratore e io voglio andare al mare non all'ospedale o a quel paese, dove rispedisco con tutte le offese e le ingiurie verso Berlusconi, tutti gli altri come quello specchio.
Essendo il mio luccicante il riflesso è chiarissimo.
Buone elezioni a tutti.


Elisa Pistolesi©



Il momento dei saluti, dopo il gesto delle 'manette'.














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