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giovedì 18 luglio 2013

Vacanze a Santiago de Compostela!

"Per quest'anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare.."
è un motivetto che ci portiamo nelle orecchie fin dalla culla, ma non c'è dubbio che il modo di fare vacanza è cambiato e se c'è un fattore decisivo in tutto questo, è proprio la destinazione.
Lontanissimi dai tempi in cui si sceglieva la stessa spiaggia, oggi si va' in vacanza 'se e solo se' si ha l'opportunità di visitare un luogo nascosto nei meandri del pianeta, che sia Borneo o il deserto del Kalhari poco importa.. quello che importa invece è proprio non incontrare la stessa gente!
Esausti di una compagnia che si potrebbe trasformare brevemente in un condominio estivo con tanto di amministratore e assemblee, 'vacanza' oggi è sinonimo di 'al di là temporaneo'.
Nelle varie tappe che distano la media di 20 km, timbrerai
la 'Credencial' cioè la 'Carta del pellegrino' in ogni 'alberguì' .
 
Ciò nonostante non è impossibile avere una destinazione distante 4000 km e incontrare quello del piano di sotto o la segretaria del commercialista, e tutto questo 'grazie' alla globalizzazione, tanto che si annoverano mete turistiche che a dieci anni da questo fenomeno hanno lo stesso appeal di un cinepanettone infilato nel palinsesto estivo alle sei del pomeriggio..
Ecco.. Se volete 'vedere' altro entrando nella sala proiezione della vita, e guardarlo per ben più di due ore, andate a Santiago de Compostela!
Molte di voi avranno già deciso la destinazione, ma mi pare di intravedere facce perplesse..
Questo è il vostro giorno! E' un  segno che stiate leggendo queste righe: partite per Santiago!
Dove scoprirete un mare di segni e forse la risposta della vostra vita o semplicemente domande più intelligenti;)
Santiago non è una semplice destinazione, perché 'andarci' significa 'arrivarci' dopo un lungo 'cammino'.
Lo si può iniziare da 'ovunque'.. da Gerusalemme, da Roma, da Torino, da Saint-Jean-Pied-de Port, da Burgos, da Pedrafita, perfino da Monte do Gozo che dista solo 5 km, ma è un'altra vacanza.
 
Arrivare a Santiago e fare il Cammino significa capire che 'il cammino è la meta..'.

E' una metafora pratica della vita e farlo dovrebbe essere obbligatorio come la prima elementare!
Impari un sacco di cose, soprattutto ad adattarti a te stesso prima e agli altri e alle situazioni poi..
In più non è solo un 'viaggio' e non indica solo 'una' destinazione, ma tante perché è fatto di tappe, così farai 'tanti viaggi in uno' senza neanche accorgertene.
Cioè te ne accorgerai per le vesciche ai piedi, ma soddisfa un altro requisito fondamentale di un viaggio che si possa definire tale: conoscere persone.
Da questo punto di vista è come andare a New York o a Londra o a Berlino, o per meglio dire essere in un posto solo che 'ad ogni passo' ti presenta una persona che viene da un particolare angolo della terra. Giapponesi, africani, arabi, indiani, australiani, norvegesi partiti a cavallo, italiani con la radiolina se è iniziato il campionato.. la sola differenza, oltre al fatto che puoi evitare l'italiano con la radiolina senza il rischio di restare da sola o da solo, è che a differenza del trovarsi in un villaggio turistico o nelle citate capitali, puoi parlare con le persone che incontri (anche quando non ne avrai voglia magari!)
Scoprirai che il mondo è pieno di persone che se sei in difficoltà, si fermano ad aiutarti. Ti offrono il loro tempo, con un'eleganza che è pura poesia! E rischi solo una cosa: prenderli ad esempio.
E nonostante ciò avrai tantissimo tempo per stare da solo, un po' per forza, un po' perché nel 'Cammino' come nella vita, ognuno ha il suo 'passo' e scoprirai che 'passo dopo passo, troverai il tuo passo' come nella vita (una frase azzeccatissima di mio padre..).
Capirai dentro di te che puoi conoscere mille persone e avere una rubrica da far invidia a Paris Hilton ma che se non imparerai a stare da sola (o da solo) saranno tutti numeri inutili.
Incontrerai persone di 80 anni, o comitive di ragazzi.. potrai dormire in tenda o nei famosi 'alberguì'.. potrai mangiare il caldo galleco (brodo con carne a quarti di bue) , il polpo gallego (per compensare chi non mangia carne) e tutto ciò che è gallego, o il famoso 'bocadillo' che consiste in una pagnotta di pane, tre etti di prosciutto, 45 uova, e ovviamente formaggio.. potrai imparare che portare con te dell'acqua significa portare peso e imparerai a dissetarti con le more.. capirai l'importanza di avere un bastone quando ti servirà per le salite o perché senti strani fruscii dai boschi..
E quando avrai paura, saprai sulla tua pelle che è inutile stare lì a ripararsi, resterai solo indietro..
Nel Cammino si può 'solo andare avanti' tanto che il saluto dei pellegrini è 'Ultreya'.. che significa: "Oltraggia!" nel senso di dire "Vai oltre!", non ti fermare per niente al mondo.
Proprio come dovrebbe essere nella vita.
Anziché diventare cliente fisso delle paure e delle ansie inutili, degli imbarazzi e delle pigrizie: parti!
Potrei parlartene per anni! Tanto che quando tornai, volli subito rileggere il famoso 'Cammino di Santiago' di Choelo perché mi assillava una domanda: "Come ha fatto ad essere così sintetico?!". Io non riesco a fermarmi!!
Forse devo imparare questo segreto e 'purtroppo' dovrò rifarlo:))
Il che non significa 'tornarci'(stessa spiaggia, stesso mare!), perché si tratta di un continuo percorso e non può vederci gli stessi della volta precedente;)
A questo proposito, c'è un libro molto interessante, e io da ex studentessa di Lettere che dava solo esami di Geografia Fisica, Medica, Ambientale, Umana, Disumana.. ho letto molto volentieri, si chiama 'Filosofia del viaggio'.. del filosofo francese contemporaneo Michel Onfray che in passaggio addirittura afferma: 'Nel viaggio si scopre soltanto ciò di cui si è portatori. Il vuoto del viaggiatore crea la vacuità del viaggio, la sua ricchezza ne produce l’eccellenza”
Devo darti solo un'anticipazione.. decidendo di andarci, mentre camminerai mi maledirai... ma quando arriverai a Santiago, la notte, prima di ripartire, piangendo, mi ringrazierai..
Dopo tutto sono certa che tra quei visetti perplessi qualcuno avrà deciso per Santiago, perché tra voi non ci sono solo turisti. Chi fa il 'Cammino' è un viaggiatore non è un turista.
Un viaggiatore è un artista e l'artista ha un passo tutto suo, molto più spedito degli altri, altrimenti non potrebbe essere all'avanguardia!

Allora?
Non ci pensare troppo! Ponderare non farà di te una persona più saggia.. anche perché, nella vita, te lo dico in spagnolo: "La respuesta mas rapida es la acsiòn!"

Buen Camino e Ultreya!

di Elisa Pistolesi

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