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domenica 7 luglio 2013

'Eco' della struttura assente per cucire come per scrivere

'Per scrivere ci vogliono i muscoli' recita un vecchio detto, ed è proprio vero che lo stesso vale per cucire!
Quando ci si siede davanti alla macchina da cucire, siamo posizionati come per scrivere..
Nelle macchine da scrivere ormai trapassate come la mia prestigiosa Olivetti lettera 32 che giace di là nello studio di papà, per trasferire l'inchiostro al nastro battente sul foglio era necessario il martelletto, cioè quel lungo ago senza fili ma con molto carattere (perdonatemi!) che caratterizzava proprio la forma della macchina.
Per cucire è necessario trasferire il punto sulla stoffa e che la stoffa stia ferma immobile sotto il piedino che è il nostro 'martelletto' per poeti del cucito.
Certamente i movimenti che facciamo con le mani per cambiare fili, stagliuzzarli, direzionare ben bene le stoffe o la pelle, assemblare pezzi, ci fanno somigliare più a un ragnetto o comunque a una gru, per chi soffre di aracnofobia.. mentre invece quando scriviamo le teniamo come sulla tastiera di un pianoforte componendo parole piene di bemolle come nel caso della nostra lingua.

Ma i piedi devono stare piantati per terra, e quanta energia resta nel piede che non spinge sul pedale non avete idea o forse si!
Così via a correre per scaricare l'energia trattenuta.. e quando scriviamo?
Quanti giri fanno i nostri piedi sotto il tavolo?
E via a correre..e non so se tutti, ma a quanto pare parecchi, comprimono gli addominali a seconda della concentrazione di alcuni passaggi.
Ci manca il respiro! Proprio come quando scriviamo qualcosa che ci emoziona in modo particolare ed è intimo e tutto l'universo scorre in quel rigo di poche parole con uguale importanza nel significato e nel significante..
Con la macchina da scrivere o oggi tablet usiamo il codice linguistico, con la macchina da cucire il codice in punti per raccontare la nostra storia..
Nel mio caso entrambe sono amiche per la pelle! E' il caso di dirlo!
Ma anche per il cotone o lo chiffon, il tafftà o il jaquard :)

Quando scrivendo ci è necessario sottolineare una parola, utilizziamo magari il corsivo, e quando cuciamo rafforziamo il punto per chiudere tornando indietro o addirittura segniamo il punto per una posteriore applicazione per esaltarlo oltre la cucitura.
Sebbene per scrivere strutturiamo e decoriamo contemporaneamente e per cucire è necessario prima strutturare e poi eventualmente decorare, tutto è in tutto come un panismo artistico o concettuale della creazione poiché ci sono strutture che procedono per il motivo decorativo e di conseguenza sono la risultante calcolata di ciò che ancora ha da venire ma non potrebbe se non ne tenessimo conto.
Così mentre sto facendo una cosa completamente pratica e lontana dai miei cari libri, mi viene in mente che per Umberto Eco c'è spazio anche davanti alla macchina da cucire e che ci sono pochi libri indovinati come "La struttura assente".

Apparentemente lontano dall'influsso immediato sulla moda, lo consiglio vivamente agli addetti ai lavori. Sia a coloro che si siedono ancora di tanto in tanto davanti a una macchina da cucire o sostano ore davanti a un manichino per ponderare il millimetro dello spillaggio, che ai designer o ai dirigenti. Anche per loro tutto l'introito così come universalmente tutta la immedesimazione del pubblico dipenderà da quanto sono allenati i loro addominali, le gambe nello sforzo di stare anche 17 ore a scrivere o a cucire, per poi farlo magari un'ora sola il giorno dopo..
Dipenderà dal resistere al non avere un ritmo, a fare del non ritmo un ritmo perché il corpo non soffra, dare un senso al disordine oltre che dalla risultante capricciosa, dal raggio decurtato solo per un trattino della circonferenza..
Ma dipenderà soprattutto, dalle emozioni che riusciremo, tutti, a raccontare 'punto per punto', le storie, i luoghi, i concetti filosofici riuscendo a contrastare le vicissitudini di un'umanità che guerre, stress, depressione economica e non solo, degrado ambientale, gelido marketing, politica spregievole impacchettano sottovuoto alle future generazioni affidando solo a poeti e scrittori, e pochi, ma ancor più rari artisti il fragile domani.
E a proposito di muscoli, anche loro protagonisti di un'altra 'Struttura assente' e precisamente e ovviamente quella del nostro corpo, prima di cominciare un'altra settimana da scrivere e cucire... si va a correre!


di Elisa Pistolesi ©
riproduzione riservata

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